Re:Re: Chi riuscirà a svelar l'arcano?

Ciao Zeus65.
Credo tu abbia scritto qualcosa di estremamente giusto, bello e condivisibile.
È naturale e necessario essere orgogliosi, di se stessi e del muretto che molti di voi, anche quotidianamente,contribuiscono a rendere ricco e luogo di identità per chi ha il Genoa dentro.
E non solo al presente, ma da quando esiste il sito.
Nelle situazioni peggiori, in qualsiasi momento storico, le idee, la cultura, le passioni continuano a vivere e possono essere tramandate per opera di minoranze resistenti, che qualsiasi dominio non riesce a piegare, a distruggere,a plagiare.
Personalmente ho vissuto e vivo quest'epoca calcistica ( per la verità non solo calcistica, ma non mi "allargo") ed in particolare questi anni del Genoa,come un dominio, un'oppressione,il soffocare quel comune sentire, quella strana emozione che mi ha accompagnato da quando avevo cinque anni di età ogni volta che la parola GENOA entrava nelle mie giornate.
Non è neppure necessario che io motivi con voi quanto sopra, perchè altri si sono già espressi su questi temi e le ragioni qua sono comprensibili.
Da alcuni anni, nel contrastare tutto questo,mi è subentrata una sorta di schizofrenia, ovvero da una parte mi importa relativamente delle vicende calcistiche, come se i risultati mi appartenessero meno, fossero persino di un'altra squadra.
La rabbia nei confronti di un presidente, che a livello etico è il peggiore nella storia del Genoa, nei confronti di allenatori, geni o meno, che usano questi colori per sperimentare se stessi, come fossimo un laboratorio,nei confronti di calciatori mediocri e spesso indifferenti alla vita che hanno intorno, ha lasciato spazio ad un'atarassia per partite, classifiche, dichiarazioni, opinioni, tattiche,acquisti, cessioni, ecc.
D'altra parte, l'eccezione di qualche amico genoano e di questo sito.
Quando vi leggo, mi pare di tornare da un viaggio, risento un pó di appartenenza,di rabbia, di passione, trovo ancora l'intelligenza di un ragionamento calcistico su un calciatore, su un tecnico,sulla squadra,ragionamento che valga la pena di essere accolto, insomma ritrovo il Genoa.
Alle isole Svalbard, in Norvegia, dove sono stato qualche anno fa, esiste un deposito globale di sementi che ha la funzione di fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica del patrimonio genetico tradizionale delle sementi.
Josè Barroso lo definì così:
« Questo è un giardino dell'Eden ibernato. Un luogo dove la vita può essere mantenuta in eterno, qualsiasi cosa succeda nel mondo. »
Ecco, mi piace pensare che luoghi come questo abbiano,con le dovute proporzioni,questa funzione e questo valore, anche nel
" nostro piccolo".
Pertanto puó essere che un giorno qualcuno di questi semi ritrovi il senso di esistere.
Perdonate se, in un momento delicato per il Genoa, fatto da prese di posizione finalmente nette dei tifosi,di possibili offerte, valori economici, bilanci, una squadra sfasciata e quant'altro si possa fare e sperare affinchè il mercante tolga la sua presenza,mi sono soffermato solo su queste parole di Zeus65 che mi sono piaciute,ma ogni tanto vi è necessità anche di ritrovare argomenti e motivi diversi con chi certamente puó comprendere.
Saluti a tutti.

Risposta al post di zeus65 scritto il 20/03/2017 - 14:40
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