LO SHOW FINISCE QUA

Autore: 
Freddie Beccioni

Si dice che una volta toccato il fondo, non puoi che risalire.
A noi genoani capita di cominciare a scavare.
Parafrasando il più grande poeta italiano dopo Quasimodo e Caproni, sono a dare notizia dell’ennesima chiusura anticipata del campionato da parte della Grifoni Preziosi.
C’è a chi piace (disgustibus non disputandum est) l’eiaculazione precoce è diventata un segno codificabile dei tempi moderni.
Come una "app", un modo per riconoscersi al volo e perdere meno tempo.

Evviva, i tornei del Genoa ultimamente sono tra i più brevi del mondo!
Pare che solo alle Cayman, dove le squadre iscritte sono quattro e appartengono allo stesso proprietario, sia più rapido e scontato.
Il nostro inizia ad ottobre dopo una serie di amichevoli per testare la nuova rosa che va componendosi, e se va bene termina ai primi di dicembre quando alcuni dei partenti si rifiutano volontariamente di scendere in campo, s’infortuniano a un polso nell’atto di preformare un contratto, o non riescono a dare il meglio sul manto erboso,  perché indossano una casacca troppo stretta.
Se la ministagione è andata male, capita che debba esserci un epilogo, sorta di play-out, da febbraio a marzo.
A Pasqua la resurrezione porta i sogni che come colombe si librano sull’alta pasticceria domenicale di partite utili a stringere poderose alleanze al fine di programmare le amichevoli estive.
E’ grazie a queste primavere e alle cene d’estate in luoghi più erotici che esotici, che oggi il Genoa può vantare la rosa più ampia del mondo degli ultimi anni.
Giocatori che hanno dato tutto per la maglia, pur non sapendo bene quale fosse, idoli memorizzati come istantanee di wazzapp, quelle ti fanno sorridere per pochi secondi e non scaricherai mai.
Quest’anno il campionato, non privo dei soliti colpi di scena già programmati e delle dichiarazioni presentite, con la ciliegina delle solite promesse senza contradditorio, è durato pochissimo, grazie a tre retrocedende che stanno riuscendo a fare peggio della coppia epocale Frosinone-Carpi, e ad una partenza da centometrista dal baricentro basso che si sostituisce al mezzofondista dinoccolato dei 5000, l’ultima di campionato coincideva curiosamente con il derby.
Quando si dice toccare il fondo, altro che mezzofondo.
E noi i fondi abbiamo imparato a conoscerli.
Leggiamo quelli delle bottiglie lanciate come sms al largo di Pegli, nella vana speranza che le raccogliesse qualche armatore sunnita pronto ad acquistare la società, e tornate con la marea di debiti che ci sovrasta.
Ci sono i fondi neri, che non sono quelli del caffè ma nel nostro caso assomigliano più ai pozzi da spurgare. Ci sono i fondi d’investimento di Lestienne, Capel e Jorquera, c’è il fondoschiena, che ce l’aveva solo un torinese che passò dalle nostre parti, ci sono i fondi delle bottiglie che ci siamo bevuti per non pensarci e c’è il fondo dell’aceto che quel vino è diventato.
Un aceto di riso amaro, roba da discount, da basso mercato con il fondo che non ha la madre, ma il padre con il figlio scemo e l’amico maiale.
Noi genoani siamo arrivati, per dirla con il più grande poeta in musica dopo Freak Antoni, al fondo del fondo degli occhi nella notte del pianto.
Sarà che da noi la parola “cicli” evoca qualcosa che sta fuori dalla cerchia cittadina e da quella delle amicizie, ma qui altro che “triplete”, quando riesci in poco più di dieci anni ad ottenere risultati record come: salto a ritroso dalla A alla C, ingresso in Europa League senza licenza e perdere due derby in una sola stagione, non credo un Grande Capo abbia bisogno di dimostrare altro ad una tifoseria che solitamente le perle ce le ha sulla spiaggia e le riporta sul fondo perché è lì che devono stare.
Lo show finisce qua e daremmo fondo ad ogni fondo per poter avere una campagna acquisti con due partenze ed altrettanti arrivi, per poter giocare 38 partite dall’esito non scontato, per soffrire, rammaricarci, godere, bestemmiare, rattristarci, eiaculare, infuriarci, retrocedere o andare veramente in Europa, ma mai dover provare vergogna, schifo e voltastomaco per qualcosa che riguardi i due colori che abbiamo nel cuore.
Se proprio bisogna andare a fondo, verremo anche noi con il responsabile di tutto questo.
E allora sì che sarà liberatorio incominciare a scavare, prima di tornare su da soli. 

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Carpi

Non fare lo spiritoso su Carpi e Frosinone: noi siamo riusciti nella titanica impresa di lasciare 6 punti a quel Carpi...

punti e trapunte

Così come ne abbiamo lasciati 4 a questo Pescara...e se non ne lasceremo 6 a questo Palermo è solo perché l'Empoli farà meno peggio di noi...
 

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