LA DOMENICA DELLE SALME

Autore: 
layos

Citare Faber e in particolare una delle sue più acute vette poetiche dopo la scialba rappresentazione di sabato sera è una profanazione e una bestemmia, e di questo mi scuso con anticipo.
Ma oramai è così che mi sento, coi miei cugini De Andrade che ancora resistono su questo piccolo sito di oltraggiosa resistenza, non assuefatti al maleodorante liquame che è diventato il calcio, in cui il Genoa, ahinoi, non spicca per contrastarne la puzza.

Uno dei miei cugini del muretto, uno di quelli che hanno il cannone nel cortile, ha postato questo link: http://www.football-observatory.com/IMG/sites/b5wp/2016/180/en/ preso da un sito di statistiche: Football Observatory, che ha stilato la classifica delle squadre con il maggior turnover in campo in Europa. E, udite udite, per chi non l'avrebbe mai detto, la squadra che ha schierato più giocatori di tutte, dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, è il vecchio malandato brontolone per cui i nostri cuori palpitano (sempre meno in verità).

137 giocatori schierati in un quinquennio, oltre 25 a campionato.
In pratica una squadra nuova (comprese le riserve) ogni anno.
Con buona pace delle troie di regime che su ognuna di queste alte professionalità pallonare, per ogni cambio di casacca, prendono un gettoncino.
Qualche riga in più di festa alle Balleari o a Forte dei Marci.

E quindi noi siamo qui, a seguire il feretro dell'Utopia.
In una domenica qualunque, di allegria obbligatoria, di 12 anni di Serie A, delle lingue che battono sul tamburo, voci adatte al vaffanculo.

Oramai anche la forza di protestare è venuta meno.
Ormai siamo dei Curcio amputati, con il belino che segna  fisso le sei e mezza.
Non abbiamo più la forza di arrabbiarci, di grugnire, di deglutire amaro.
Adesso si sentono solo le voci delle regine del "tua culpa", che da tempo affollano i parrucchieri.

Non so più bene cosa augurarmi, questo malessere mi pervade, questa disgustosa molliccia bava di leccaculi mi ha reso la vista opaca, il respiro incerto, il palato colloso.

Ora dalla platea adorante cominciano a sentirsi i brusii, che magari scompariranno se al prossimo giro di carosello saranno quegli altri a leccarsi le ferite. 

Come si fa ad identificarsi, a godere, a soffrire, per una squadra in mano a dei venditori di bottoni usati, con gente che va e viene, come da nessun'altra parte d'Europa?
Questi ragazzi sanno che il loro futuro è altrove, che il loro presente è messinscena, gatti pettinati al concorso felino.

Ma ora si, ora si.
Si è alzata una "vibrante protesta".
Di questo proprio c'era bisogno.
Fino a settembre almeno.