I muri, i fanciulli e gli adulti saggi

Fin da quando ero giovanissimo mi rimbalzava nella testa il pensiero che, per un mondo migliore e di pace, era inevitabile che l’Europa diventasse una nazione. Era un pensiero semplice e forse infantile, o forse era esatto e forte proprio perché infantile. A quell’età (parlo delle medie) i muri e le divisioni ti danno fastidio, li trovi insopportabili. Qualunque muro, sia fisico che mentale, lo vedi come un ostacolo alla tua sacrosanta libertà. Quest’idea mi accompagna da allora. E’ un’idea fissa e indissolubile e quando nel 1989 il muro materiale più importante della storia d’Europa è stato abbattuto a spintoni, picconate e ombrellate, ho provato una gioia profonda. Era la gioia di constatare che quell’idea non è sbagliata, che l’Europa, culla del più profondo pensiero moderno, ha le potenzialità e le forze per essere una cosa sola. Quel giorno poteva essere l’inizio della fine di un’epoca fatta di divisioni e di guerre sanguinose, fatte nel nome di diritti per pochi spacciati per convenienze di tutti. Ho scritto “poteva essere”, ma in prima battuta avrei scritto “era”. Sì, perché sono convinto che questo processo di unità compiuta sia ancora possibile, ma che stenti ad arrivare perché troppi uomini di poco spirito e di grandi convenienze i muri, invece che continuare ad abbatterli, perseguono nell’edificarli. Non si tratta di muri in cemento e acciaio, che peraltro restano in bella vista e ben presidiati in altri territori, ma di muri filosofici e religiosi molto più antichi grazie ai quali l’adulto, quel tipo “saggio” e opportunista, concreto e materialista, si è sempre divertito a giocare. A giocare alla guerra. Sì perché il fanciullo inesperto ed illuso pensa al domani come a un qualcosa di migliore, l’adulto scafato non vede più in la del proprio naso. Ma allora chi è più infantile? Dal 1989 in poi tutti i muri ideologici, vecchi e stucchevoli, non solo sono stati mantenuti, ma addirittura aumentati. Sono spuntati come funghi ideali in difesa di presunti popoli e popolini, pensatori che riesumano battaglie del 700 a.c. se va bene, per strutturare altre belle e sane divisioni. Costruire altri muri. E la politica, schiava delle lobby e dei sondaggi, vaga alla cieca, connivente e ignorante, in questo mare di contraddizioni. Il latte e i celti, Napoleone e le banane, sono tutti spunti per attardare il più possibile la nascita e la crescita della vera Europa unita. Dopo il 1989 sono avvenuti alcuni fatti straordinari che però molta gente non è stata in grado di cogliere. C’è ancora oggi chi pensa o racconta che la tangentopoli italiana e la caduta del muro di Berlino non siano strettamente collegati. Il problema è piuttosto cosa l’”adulto saggio” è stato capace di produrre a seguito di tali eventi. C’era la possibilità di scassinare definitivamente un sistema di poteri, ma troppo popolo non se n’è accorto, troppe persone si sono distratte o ancor peggio si sono fatte distrarre. Sia dalla parte più ricca che da quella più povera si sono fatti comprare da illusioni e marketing. Ricattati poi dal rischio di farseli “rubare” dagli sporchi invasori. E allora non aperture ma chiusure. Tu sei troppo benestante, tu sei troppo nomade; tu sei troppo gretto, tu sei troppo elegante; tu sei troppo tecnologico, tu sei troppo mafioso; tu sei troppo terrone, tu sei troppo aggressivo; tu sei troppo cattolico, tu sei troppo superficiale; tu sei troppo islamico, tu sei troppo gay. Recinti, muretti e muri, a volte altissimi muri di pensieri strumentalmente inconciliabili. Offerti dall’”adulto saggio” e acquistati da una mandria di ignoranti, troppo impegnati sì, ma ad ignorare, o troppo vigliacchi per fermarsi a guardare, ragionare. Non è questione di ideali, non c’entrano nulla la destra e la sinistra, il comunismo o il fascismo. La fine dei totalitarismi di destra e la caduta del muro di Berlino sono fratelli siamesi e lor signori si rassegnino, la storia va avanti l’uomo, volenti o nolenti, va avanti. A stento, ma grazie ai fanciulli, ai sognatori e agli inesperti, va avanti.