GIRovagando

I GRIFONCINI KENIOTI E IL LORO DERBY INFINITO

Il calcio, a volte, ti fa pensare che tra Africa e Liguria non ci siano poi queste grandi differenze. Anche a Malindi, ad esempio, esiste un derby, e anche qui la squadra avversaria dei Grifoncini kenioti è originaria di un quartiere della città, che si chiama Shela.

La compagine dei giovanissimi di Shela si chiama Myfem e, fino all'anno scorso, era la più quotata realtà giovanile della provincia.
Il primo derby, giocato quindici giorni fa, sembrava aver confermato questa leadership, la Myfem aveva battuto per 3-1 la Karibuni Genoa Malindi, che aveva alle spalle soltanto poche amichevoli  e denunciava ancora problemi di adattamento dei ragazzi. Proprio come il Genoa dei più grandi in Italia, tanti volti nuovi che ancora si dovevano conoscere.

Appunti sulle mie letture dell’estate.

Ricordo che un tempo gli insegnanti invitavano a leggere, a non limitare la propria attenzione alle letture previste dai corsi, magari riprendendo in mano testi sfogliati in precedenza i quali scorsi a distanza di mesi o di anni rivelano aspetti prima sfuggiti oppure suggeriscono nuove riflessioni.
Altresì spingevano a segnare i passi che catturavano l’attenzione accompagnandoli con i propri pensieri.
I libri sono tra i migliori amici che un uomo possa vantare, paradossalmente divenire i più perfidi, per questo il buon Dio ha piazzato tra le orecchie una testa che a differenza di quello che alcuni vogliono far credere e altri per comodità pensano, non serve solo a reggere il cappello..
In questa osteria, frequentata da varia umanità, quasi sempre genuina, è stato spesso possibile divagare in maniera interessante dal calcio, un calcio spesso noioso e falso, per chi vuole staccare un poco ecco alcuni spunti biecamente reazionari per polemizzare metaforicamente attorno a qualche bottiglia di Barbaresco, delle fetta di pane, un quarto di Gorgonzola...

ROSARIO, IL PONTETTO E LA SCOMPARSA DI PIERFLAVIO

La notizia della misteriosa scomparsa di Pierflavio ha colto tutti di sorpresa.
Tutti tranne me, che me ne vado allo stadio fischiettando, in sella al suo motorino.
Zia Esterina non è riuscita a stendere come si deve la pasta delle lasagne e quella rumenta di suo marito ha fatto un pesto di merda. Ero convinto che non gli importasse molto di quel figlio uscito storto come un torcetto biellese in una scatola di crumiri di Casale.
Da una settimana non da notizie di sé.

COME UNA CHITARRA SENZA CORDE

Sbullonatemi i testicoli con una chiave del quindici e toglietemi il whisky scozzese a vita, ma io questa cosa ve la devo dire: il Genoa di Gasperini, così come è sceso in campo a Milano, è una squadra senza palle. 
E mi affatico nell’affermarlo, mi si chiude l’esofago e ho bisogno all’istante di un inibitore della pompa protonica. Si faccia avanti chi ha visto segni di lotta, di cattiveria agonistica, di qualcosa che andasse oltre al giudizioso sussiego del soldatino. Alzi la mano chi si è divertito, secondo me nemmeno i fulminati del giorno dopo lo possono scrivere sul giornale o sul social network di turno.

UDINE, KAKA KAZAN E LA PATAFISICA DEL PICCOLO INVERTITORE

 Tanto per sgombrare il campo, e anche il mio divano rossoblu, da ogni dubbio odoroso: ieri pomeriggio ho goduto come una seppia in inzimino. Quando si vince così, diciamo un po’ all’italiana d’altri tempi, c’è un gusto particolare. E’ come corteggiare la meno avvenente delle due sorelle e ritrovarti quella più fica che ti si “rovescia” addosso. Quasi qualcuno dall’alto ti volesse premiare perché ti stavi accontentando. Ogni tanto riesce, la sorte s’inverte e oggi di invertitori parleremo. Altro che rovesciate!  

Poi ci sono delicate sfumature: l’espressione tirata del prete rancoroso, come se l’avessero preso in infilata in prossimità del gran premio della montagna di Arabba, la vana ostinazione di Domizzi, testa grande e cervello finto, che quando gioca contro di noi vorrebbe fare tre ruoli contemporaneamente (secondo me anche perché sa di piacere tanto al Gasparagnino).