GIRovagando

UDINE, KAKA KAZAN E LA PATAFISICA DEL PICCOLO INVERTITORE

 Tanto per sgombrare il campo, e anche il mio divano rossoblu, da ogni dubbio odoroso: ieri pomeriggio ho goduto come una seppia in inzimino. Quando si vince così, diciamo un po’ all’italiana d’altri tempi, c’è un gusto particolare. E’ come corteggiare la meno avvenente delle due sorelle e ritrovarti quella più fica che ti si “rovescia” addosso. Quasi qualcuno dall’alto ti volesse premiare perché ti stavi accontentando. Ogni tanto riesce, la sorte s’inverte e oggi di invertitori parleremo. Altro che rovesciate!  

Poi ci sono delicate sfumature: l’espressione tirata del prete rancoroso, come se l’avessero preso in infilata in prossimità del gran premio della montagna di Arabba, la vana ostinazione di Domizzi, testa grande e cervello finto, che quando gioca contro di noi vorrebbe fare tre ruoli contemporaneamente (secondo me anche perché sa di piacere tanto al Gasparagnino).

IL PICCOLO MIRACOLO ROSSOBLU AFRICANO, I BIMBI INDOSSANO PER LA PRIMA VOLTA LA MAGLIA DEL GRIFONE!

 Vi dobbiamo raccontare cosa succede quando la vita di un bambino africano si colora di rossoblù, perché una maglia e un pallone possono fare miracoli, a Malindi, in Kenya. Ventidue ragazzini di dodici, tredici anni. Un’esistenza agli inizi eppure già così piena di stenti, dormire per terra in capanne di fango sotto un tetto di palme secche, camminare ogni giorno per chilometri a piedi nudi per andare a scuola, nutrirsi di sola polenta e verdura col miraggio del riso e della carne nei giorni di festa.

LA BALLATA DEL SOGNATORE GENOANO

 E’ il gioco più entusiasmante del mondo.
Perché io mi sono fatto il culo vero per arrivare dove sono arrivato, per diamine!
Anche se talvolta ho giocato, quello era lavoro, duro lavoro da piazzista prima, da scaltro uomo d’affari poi. Tutto per poter ambire a permettermi certi lussi.
Si può dire “lussi” al plurale? No? E ambire al singolare? Altrettanto?
E chissenefrega. Io lo posso dire.
Che poi io sono uno sano. A me le schifezze della coca, dei pasticchini portentosi non mi dicono niente. Il casino non mi da alcun brivido e a giocare in borsa ci pensano i miei broker. Pure le belle fighe mi stufano presto. Due botte, meglio se non capiscono l’italiano e non fanno tante domande, e ciao.
Ma quel gioco, quello mi appassiona e mi fa tornare bambino.

Lo so, mi costa tre o quattro miliardi all’anno. Ma cosa sono per me? Poca roba, per il mio hobby principale. E poi, lo vedi che pubblicità positiva mi porta? Tutti a parlare degli affari che faccio, tutti a ringraziarmi per tenere vivo il mercato, tutti a propormi di entrare in società negli acquisti. Gente che qualche anno fa solo a sentire nominare il mio nome gli si rizzavano i peli delle braccia…uno ad uno si sono dovuti ricredere. E’ bastato che quel burattinaio di Luciano venisse messo da parte, e ci ho pensato io.
Da quando siamo in serie A, ho assunto un’importanza sempre maggiore. Il primo anno sono entrato non dico in punta d’uccello, ma quasi. Bordeggiando, colpetti d’anca, strizzatine d’occhio. Qualche operazioncina coi giovani, la valorizzazione di Borriello…e vai con la prima estate divertente: le alleanze, le scommesse, le comproprietà…Milan, Inter, Juve già a trattare con me. Quel rincoglionito di Aurelio…cazzi suoi. Anche con Rossella non c’è feeling, è una donna… che vuoi pretendere. Ma gli altri, sono tutti pesci piccoli e grossi che verranno alla mia rete come un innocuo pallonetto a Scarpi.

BECCIONI IN: "ZUCULIIIN ZUCULIIIN, VIVA ZUCULIN!"

 Non è una turbolenza, né il rantolo nasale di un enorme turista belga o tantomeno il malvagio spezzatino al curry della cena a bordo. A svegliarmi di soprassalto, con rivoli di sudore raggelati dall’aria condizionata del boeing, è un pensiero terrificante: vuoi vedere che Preziosi e De Laurentiis hanno litigato e non fanno più il film sui Gormiti?
Che il produttore avesse il quoziente intellettivo di Carparelli l’avevo capito già quando propose la serie A sul modello del football americano, senza retrocessioni. E io mi dovrei puppare le rumente in A tutta la vita? Ora attendo il comunicato ufficiale dell’acquisto di Franco Zuculini, che sicuramente non possiamo mandare in prestito altrove perché è già in prestito da noi, come Destro, Ranocchia e altri sei o sette di cui non posso fare il nome.

I MONDIALI DI BECCIONI: E’ FINITA, MA NON PER NOI IDIOTI

 “Ha vinto il calcio del Gasp. Ha vinto la Spagna. Hanno vinto le geometrie, il raziocinio, la mentalità, il gioco dinamico con cognizione di causa, il sacrificio comune, il giostrare la palla di prima rasoterra, cercare lo spettacolo sempre e comunque, lottare uniti per una causa, svolgere mansioni diverse durante il match. Il sistema Barcellona con un modulo più all’italiana che a volte sembra un 541, ma che in realtà coinvolge tutti i giocatori nella manovra fin dall’inizio. Chi è in fondo Iniesta se non uno Sculli un po’ meno attaccante? E Xavi, non è un Milanetto giovane e magro? L’elegante Piquet non è forse Bocchetti con la barba? E quante analogie tra la spinta e la costanza di Sergio Ramos e il nostro Criscito?