Febbraio 2018

APERITIVO INDIGESTO

Autore: 
mashiro
Dopo 3 vittorie era inevitabile perdere. Era nell'aria, quando le cose vanno troppo bene non è il Genoa.
La sconfitta di oggi è indolore, il vantaggio sul fondo della classifica è ancora importante e la decina di punti che mancano prima della tranquillità sembrano alla portata.
Il Genoa parte chiuso e compatto, Donadoni dimostra di aver studiato e gioca lo stesso calcio, il risultato è una partita brutta e bloccata per tutta la prima frazione.
L'arbitro prova a dare verve al match non fischiando i contatti meno che netti e arbitrando all'inglese: Pandev e Bertolacci, due che si lasciano cadere abbastanza facilmente, sono in difficoltà e faticano a entrare in sintonia con l'abritro.
Nella ripresa lo spartito tattico dovrebbe essere lo stesso, sia noi che i padroni di casa ci presentiamo in campo con gli stessi 11 e la stessa idea di calcio ma ci pensa Rosi a regalare il goal al Bologna con il più classico degli ex.Destro arriva a ribadire in rete un pallone rimasto li, dopo che l'esterno scuola Roma ha sbagliato un fuorigioco mandando Masina all'uno contro uno con Perin.
 

Esame di Maturità

Autore: 
edoardo

Arriva l’Inter, che è una mina vagante. Alla sua fama di elegantone che esibisce abiti splendidi ma spesso indossa calzini spaiati, si aggiunge la precarietà della formazione, che aumenta il tasso di imprevedibilità di una squadra già comunque priva di certezze.

La gran bagascia del calcio italiano ha panchinari e precari di grande qualità. Se spesso fanno cagare è per l’antico vizio della società (più)nera(che)azzurra di acquistare, strapagandoli, buoni giocatori, ma pretendere che si comportino da fenomeni, con la conseguenza di stressarli e farli finire in tilt. Quella che inizia il campionato, ogni campionato, come squadra, già a Natale, in piena crisi di nervi, diventa un assemblaggio di individualità che pensano, ciascuno, al proprio destino.

 

Via del Campo c'e' una graziosa

Autore: 
GiRRed

Perin 7: Non viene chiamato spesso in causa, tranne che da un tiro insidioso di Candreva. Ma quando lo cercano è sempre presente.

ALTRO CHE PAR D'ORO

Autore: 
edoardo

Ero molto curioso di vedere il Genoa all’opera nella Verona più dolce e più dolciaria.

La prima trasferta “diversa” dell’Era Ballardini.

Perché? Perché se non sei una presunta “grande”, col pubblico becero che ti sospinge, o se non hai un allenatore scemo, dopo aver visto le ultime trasferte del Genoa lo affronti provando a fargli fare la partita ed evitando di scoprirti.

Il Chievo non è una grande e non ha un allenatore scemo, anzi.

È il tipo di squadra che sa ragionare senza voli pindarici in funzione della salvezza, capace di rischiare quando serve, ma geneticamente prudente, disposta, all’occorrenza, a spartirsi i punti per tacito accordo. Quindi non c’era da sperare che ci aggredisse regalandoci praterie deserte e che si facesse infilare stupidamente, come i loro colleghi gialloblu della Verona Nera. E allora diventava interessante capire come Ballardini avesse preparato la partita e come la interpretassero i giocatori genoani, a cui l’impresa di Roma potrebbe aver dato alla testa.

Il rischio di una partita bloccata sullo 0-0 iniziale ed eventualmente decisa da un episodio casuale era grande.

 

All'ultimo Laxalt

Autore: 
mashiro

Perin 6: mai impegnato seriamente, normale amminstrazione per il capitano rossoblù che per una domenica si riposa mantenendo la porta inviolata.

Biraschi 6,5: tignoso come al solito, fa la sua partita tenendo a bada clienti pericolosi come Inglese e Pellissier, si vede meno del solito in avanti ma da sicurezza al reparto e supporto a Pereira oggi in ombra.

Spolli 6: si permette il lusso di una scorribanda offensiva, buona partita condita dalla solita cattiveria peccato per il giallo e un rinvio di testa maldestro che tiene in area un pallone pericoloso.

Zukanovic 6,5: si vede spesso in avanti chiamato da Hijliemark e Laxalt che tengono impegnata la difesa gialloblù, Ballardini lo sgrida e nella ripresa si vede meno. Comunque prova positiva.

Pereira 5,5: dopo la buona prova di Roma paga un pò l'assenza dai campi e sembra imballato, il giocatore sembra esserci ma fa un paio di ingenuità che potrebbero costare caro, si vede poco e poco servito dai compagni.

 

PANDEV-MONIO A ROMA

Autore: 
tidon grifo

Giungiamo a Roma in un freddo lunedì di febbraio, e Roma è la città della perdizione, della festa continua, non ci sono lunedì a raffreddare la debauche romana, Roma è sempre in festa.
Noi solitamente siamo le vittime delle loro libagioni calcistiche. Lo saremo anche stasera?
Oltretutto giochiamo con la Lazio che inaspettatamente si trova al terzo posto, allenata da Simone Inzaghi, quel piacentino che si è trasferito a Roma e si ambientato benissimo fra soubrette e vitta dissoluta.
Essendosi ambientato ha creato una Lazio sorprendente, nonostante Lotito assomigli vagamente a un Preziosi, cioè a un personaggio che più che crearle le squadre le distrugge.
Ci presentiamo senza Taarabt stanco, si è stancato a furia di saltare uomini su uomini senza che nessuno si disponga a ricevere il passaggio e senza Spolli squalificato al centro della difesa, senza Izzo infortunato.

Var o non var, noi, arriveremo a Roma

Autore: 
GiRRed

Perin 6.5 sostanziale spettatore per tutta la partita, merito di una difesa imperiale che concede pochissimo al secondo attacco della A (primo, fino ai 7 della Juve al Sassuolo). Incolpevole sul tiro biliardesco di Parolo.

Rossettini 7.5 annulla Immobile che non vede biglia per tutta la partita, attentissimo e impeccabile. Alla fine si spende un giallo sacrosanto.

Biraschi 7 giganteggia su chiunque passi dalle sue parti, permettendosi anche qualche proiezione offensiva di quando in quando

Zukanovic 6.5 attento e disciplinato, contribuisce all'ottima serata della difesa.