Ottobre 2016

AL PRANZO DELLE VEDOVE ALLEGRE

Autore: 
Freddie Beccioni

Anche le vedove, nel loro piccolo, orgasmano.
Che l’allievo spesso superi il maestro è una convenzione della borghesia letteraria.
Così come la vecchia storia dei “cattivi maestri” e degli asini da mettere dietro la lavagna.
Nel nostro caso l’allievo resta tale perché ha deciso di non provarci nemmeno, a sorprendere il mentore, e deve mangiare ancora parecchi cevapcici prima di poter dire la sua con continuità.
Anzi, in questa partita l’allievo ha mostrato proprio i più evidenti difetti propinati dal maestro nella sua prima militanza genoana. 

ALLIEVO - MAESTRO 0-3

Autore: 
mashiro

Perin 6,5: forse poteva fare meglio sul secondo goal per il resto ci mette anche parecchie pezze.

Munoz 5: farsi ammonire dopo 30 secondi con la sua esperienza è da stronzi. Contiene discretamente Gomez nonostante tutto.

Burdisso 4: perde il duello fisico con Petagna, la difesa sbanda e lui cappella malamente nel secondo goal.
 

LA PRESENTAZIONE: "Col mitico Petagna, Julio ci guadagna"

Autore: 
Grifondoro70

Quanto sono fortunati i tifosi atalantini che si stan godendo l'intero Gasperini.
Sì perché in questi mesi han potuto assaporare tutto il pacchetto Vater.
A partire dalle tre pere prese nella prima mezz'ora in amichevole col Lumezzane, per finire con la vittoria di Pescara con due tiri, due colpi di testa di un difensore: un goal e una traversa.
Nel mezzo, praticamente condensato tutto quello che noi abbiamo potuto “apprezzare” in questi anni.

POVERI MA BELLI

Autore: 
Ianna

Pippo Russo aveva costruito parte del suo mito e della sua fama,andando i giorni dopo a leggere cosa avevano scritto poche ore prima i vari giornalisti sulle testate non solo sportive.

Un esercizio apparentemente inutile e facile.

La sua rubrica che si chiamava Pallonate e appariva ahimè sul Il Manifesto,domani se fosse ancora in edicola spopolerebbe nel suo scalpore.

PALETTA VERDE A UN GRAN BEL GENOA

Autore: 
layos

Perin 7: nessuna parata estrema, ma sempre pronto e presente. In particolare un'uscita bassa su un controllo difettoso di Bacca che avrebbe potuto diventare sanguinosa, va con coraggio a prendersi uno "scarcagnone" di Kucka.

Burdisso 6.5: presente con autorità in difesa, tiene a bada Bacca (onestamente non in grande serata) e chiunque passi da quelle parti. La seconda difesa del campionato è sicuramente organizzazione, centrocampo, portiere, ma tanta difesa.

Munoz 7: il migliore dei tre dietro, patisce un po' la freschezza di Suso quando entra, ma dalla sua parte non si passa.

Izzo 6.5: nessun contraccolpo per la sfortunata autorete nel derby, grandissima presenza fisica e concentrazione.

LA PRESENTAZIONE: "Trazione anteriore e un bel po' di posteriore"

Autore: 
Grifondoro70

Quale scala di valori adottare per cercare di presentare questo Milan?
Pensandoci e ripensandoci, credo la migliore per rompere il ghiaccio sia quella arbitrale.
Ricordo che nelle stagioni passate, all'inizio, probabilmente per un riflesso condizionato arbitrale di fronte a qualcosa che portava un nome pesante, più di un direttore di gara aveva provato a spingerli in alto, appena però si rendevano conto di quanto fossero impresentabili come squadra, e quindi di esporsi al biasimo di tutta Italia senza alcun reale beneficio per loro e per i rossoneri, li abbandonavano presto al loro destino.

FAVORITI UN CAZZO

Autore: 
mashiro

Perin 6: incolpevole sui goal, sul rigore fa e disfa, da sicurezza a un reparto che balla patendo oltremodo la velocità di Muriel.

Izzo 5,5: autogoal a parte è l'unico che nel finale ha il coraggio di rischiare la giocata.
Quagliarella è in condizioni miserrime e si vede.

Burdisso 5: prende un paio di giostre notevoli ma soprattutto sbanda con tutto il reparto non dando nessuna sicurezza alla squadra.

Orban 4,5: Muriel va il doppio di lui e si vede, ammonito per un fallo stupido esce per evitare l'espulsione.

POCA CARNE E TANTA FRUTTA

Autore: 
Freddie Beccioni

Scrivere di un derby appena terminato, da perdenti, è un esercizio che non può che rinvigorire.
Si ristabilisce un contatto tra sistema nervoso e apparato cardiocircolatorio, tra neuroni attivi e cellule morte, tra mandibole e nocche delle mani.
Si riattivano organi spenti per evitare conflitti interni, si cerca di dare alla propria esposizione una linea quantomeno decente, ma si deve assolutamente irrorare il fegato di carburante anche indecente.
Gli arlecchini del Ponente hanno meritato di vincere, e questa è l’ammissione più dura da fare.

LA PRESENTAZIONE: "Il derby del pallone globale"

Autore: 
Grifondoro70

Si chiamano TPO, Thid-Party Ownerships, o TPI, Third-Party Investments, e si tratta dei comunemente detti fondi di investimento.
Come funzionano?
Semplice, servono 10 milioni per un calciatore di grandi prospettive?
Se è sudamericano è facile che il suo cartellino appartenga già a un fondo extracalcio, non li pago, chiedo al fondo di girarmelo, se invece è ancora di proprietà della società in cui milita, mi faccio finanziare dal fondo per procedere all'acquisto, in cambio di cosa?
Ovviamente ci saranno dividendi per tutti nella successiva rivendita.
E se il calciatore fallisce?
E che volete che sia.
E' il cosiddetto pallone globale.

LA DOMENICA DEL MARTEDI': "Arbitri e arbitrii 3, VAR fan club"

Autore: 
edoardo

Un Genoa-Inter giocata il sabato sera viene vista da 25mila spettatori allo stadio e da almeno 800mila in televisione. Una finale del mondiale o della Champions da 65mila allo stadio e da decine e decine di milioni in TV.
L’arbitro vede (un po’ meglio) la partita che vedono gli spettatori allo stadio, che non è la stessa che si vede in TV.
La trasformazione del calcio in spettacolo televisivo influisce fortemente sul ruolo dell’arbitro.