
L’appuntamento era per le 9 di domenica al primo binario della Stazione Principe, destinazione Milano, e fra i taciturni viaggiatori in attesa risaltava l’allegria di una chiassosa comitiva in cui nessuno, curiosamente, aveva con sé valige o bagagli, sempre che non si vogliano dir tali i fiaschi di vino e i panini al salame.
Alcuni in giacca e cravatta e altri in maniche di camicia, come previsto dalla roulette della vita, ma tutti con addosso qualcosa di rossoblu, come esigeva la comune appartenenza: chi una coccarda, chi un bracciale, chi un distintivo all’occhiello, ed era evidente che si fossero accordati per “dare nell’occhio”, coerenti con l’antico orgoglio.
Esatto, erano Genoani, e andavano in trasferta non solo per assistere alla partita con l’Inter, ma per essere testimoni dello scatto cruciale verso il decimo scudetto.