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RASSEGNA STAMPA del
23-11-2008 |
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leggi la rassegna di ieri |
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IL SECOLO XIX Lazio Genoa, questione di ritmo di:M. Casaccia Del: 23-11-2008 Rossi: avversari forti, dovremo correre molto. Gasp: fare
risultato, poi calendario più facile
GENOVA. Tango? No, quello è un bellissimo pensiero triste
che si balla. Cumbia, che nasce colombiana ma spopola a
Buenos Aires e dintorni nell’adattamento argentino, per la
sfida Milito Zarate. La musica che il primo predilige, i
passi che il secondo esibisce quando segna. E anche perché
ora è ballo a due,ma l’originaria cumbiamba era danza di
gruppo e kumb in tanti dialetti africani è rumore,
frastuono. Codificata frenesia. Pensa Delio Rossi a
spiegare: «Permettere in difficoltà il Genoa dovremo
alzare i ritmi e controbattere azione su azione, anche
perché loro verranno all’Olimpico non per chiudersi ma per
giocarsi la partita». Stesso pensiero in rossoblù: ritmo
alto, come riesce al Ferraris, per centrare il primo
successo in trasferta. E, comunque, per chiudere in
positivo il bilancio d’andata contro le squadre che
precedono, già tutte affrontate (gara dell’Olimpico
compresa). Tanto che Gian Piero Gasperini guarda
fiduciosamente alle danze future: «Per noi è importante
fare risultato,perché poi, a parte il derby, dovremmo
avere un calendario più favorevole». Nel calcio
dell’analisi e della programmazione è facile accedere a
dati su possesso palla, passaggi riusciti o meno,
percentuali varie. Più difficile formulare cifre sul
ritmo. Eppure, anche senza la prova empirica, è spesso
il ritmo la chiave. Specie quando si è squadra che fa
dell’attacco filosofia. Specie quando si è squadra che
affronta avversario sulla carta più forte. Seconda
giornata, il Grifone fa impazzire il Milan con ritmi di
gioco elevatissimi. Quarta giornata, Beppe Sculli
presenta così la gara con la Roma: «Ci vuole alto ritmo,
bisogna alzare i giri». Fatto, giallorossi battuti.
Vittoria con il Napoli di Ezequiel Lavezzi, che con
passi di cumbia festeggia ogni gol, frequenze rossoblù
vertiginose anche in dieci e poi nove uomini. Gare a lungo
sopragiri pure con Inter e Udinese, i due punti finora
ottenuti in trasferta, sebbene lì il Vecchio Balordo
meritasse di più. E poi la batosta con la Juventus. Non si
può ridurre tutto unicamente al ritmo, ma è buon indicatore
di lettura: il Genoa vuol tentare ancora l’impresa grazie
al ritmo alto, la Vecchia Signora lo sorprende e lo
sconfigge con la stessa arma, fin dall’avvio cadenza
arzilla, di più, cadenza kumb. Oggi la Lazio, battaglia di
ritmo. E confronto tra pretendenti al ruolo di grandi, o
almeno grandicelle, del campionato. Gasperini, che cerca
sempre di frenare i precipitosi entusiasmi e
“stare sul pezzo",deve incassare i complimenti della
vigilia dal collega laziale. Che forse gli scaramantici
interpreteranno come tattica gufata: «Il Genoa è una delle
squadre che più si sono rinforzate ha affermato Rossi
Potenzialmente può anche aspirare al quarto posto. Per
questo sarà una partita contro una nostra rivale diretta
e fare bene ci permetterebbe di riprendere la nostra
strada». La graduatoria, al momento, dice confronto
diretto. Sebbene gli obiettivi dichiarati dalle due
squadre siano differenti. E la classifica avulsa delle
prime otto ieri escluso dice che il Genoa è la formazione
che ha incontrato più big (senza dimenticare la Fiorentina
e la Roma attardata), ottenendo 8 punti, momentaneamente
seconda dietro al Milan. Le altre hanno raccolto meno nei
testa a testa e devono ancora giocarne: insieme, occasioni
per crescere nell’avulsa e incroci ad alto rischio. Tra le
otto, la Lazio è quella che meno rivali diretti ha
combattuto e che meno ha racimolato: vittoria con il
Catania. Ora il Grifone e le prove di ritmo. Tridente
biancoceleste con possibile sorpresa: fuori Rocchi, in
partenza Foggia Pandev Zarate. Meno riferimenti, meno
profondità. Dietro Cribari per Siviglia e in mezzo Meghni
in vantaggio su Mauri. La risposta genoana potrebbe
essere simile a quella anti Inter, con difesa a quattro e
Mesto utilizzato nel trio offensivo, a sinistra, per
disinnescare l’incursore Lichtsteiner come aveva fatto con
Maicon. Ma pure Gasbarroni e Palladino, fino all’ultimo,
in lizza per una maglia. Anche nella prospettiva che
Gasperini opti invece per il 3 4 3, con Mesto in tal caso
sulla corsia destra, Sokratis fuori e Rossi a sinistra
(c’è anche da tener conto del “pericolo giallo”,
soprattutto in ottica derby, con sei diffidati: oltre al
capitano, Juric e Thiago Motta, Biava, Bocchetti e
Criscito) . Il tecnico rossoblù ha ribadito: «Più che di
moduli, si tratta di situazioni tattiche, lavoriamo
su quelle». E più che dimoduli, si tratterà di ritmo.Alto.
Altro giro, cumbia. Quella, s’è detto, con cui festeggia
Lavezzi, concorrente per Zarate e Milito nelle attenzioni
di Diego Armando Maradona. Il ct che ha inciso una cumbia
dedicata alla figlia Giannina insieme al cognato Sergio
Aguero, altro antagonista per la Seleccion. E si può
continuare, è la cumbia che fa danzare Zarate da quando era
bambino. Milito no, non balla. Però fa gol. E non è che la
musica non gli piaccia, esistono argentini come lui che
magari s’imbarazzano a improvvisare un passo di tango. Al
Genoa non è il momento per un bellissimo pensiero triste.
Se si chiede al Principe che musica preferisce, risponderà
che anche lui e la moglie Sofia scelgono la cumbia.
Ritmo alto, per vincere all’Olimpico nel ballo tra
candidate grandi
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IL SECOLO XIX Primavera di:Mat. Cil. Del: 23-11-2008 IL GRIFONE VOLA 2 0 AL SASSUOLO
GENOVA. Il Genoa Primavera di mister Luca Chiappino
batte 2 0 il Sassuolo, continua a convincere e si
porta nei quartieri alti della classifica. Tante occasioni
create dai baby rossoblù,ma un po’ l’imprecisione e un po’
la bravura dell’estremo difensore ospite hanno limitato
il passivo. Al 4’ grifoncini già in vantaggio: preciso
traversone di Ferraro e Scotto al volo incrocia la palla
sul secondo palo. Eurogol e gara subito in discesa. I
rossoblù provano a chiudere i conti, Lazarevic, Cofie e
Scotto non trovano il gol, ci riesce l’azzurrino El
Shaarawy: azione personale al 33’ e botta dal limite
che non lascia scampo a Branchetti. Nella ripresa il
risultato non cambia: tante occasioni da gol create dal
Genoa e pochi rischi corsi. Chiappino: «Sono molto
soddisfatto del risultato anche perché abbiamo fatto
un’ottima gara. Unica pecca, se proprio vogliamo trovarla,
è che dobbiamo cercare di essere più concreti».
GENOA 2 Scotto 4’, El Shaarawy 39’ pt
SASSUOLO 0
GENOA: Lamanna, Grea, Rondinara, Cannito, Costantini
(30’ st Parfait), Signorini, El Shaarawy, Cofie, Scortto,
Lazarevic (39’ st Parodi), Ferraro (25’ st Di Nunzio).
All. Chiappino
SASSUOLO: Branchetti, Sentieri, Malpighi, Albanese, Saetti
Baraldi, Simonini, Vignali (15’ st Spertani), Schiavini
(44’ pt Canalini), Spadacini, Barozzi (25’Meazzi), Luppi.
All.Mandelli
ARBITRO:Massa di Imperia
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LA REPUBBLICA - IL LAVORO Genoa-Lazio, sfida spettacolo Gasperini e Rossi fanno pretattica di:Gessi Adamoli Del: 23-11-2008 Milito contro Zarate, ma non solo. All´Olimpico in campo
due squadre pregiudicate I biancazzurri annunciano un
tridente con Foggia e Pandev, ma il tecnico rossoblù è
convinto che, alla fine, tocchi a Rocchi Dubbio tra
Palladino e Mesto, Vanden Borre possibile sorpresa a
centrocampo. Difesa a quattro con Sokratis
Milito contro Zarate: facile indicare il tango a fare da
colonna sonora alla sfida dell´Olimpico. Il tridente della
Lazio fa paura, ma Gasperini accetta lo scontro a viso
aperto. «Anche noi - dice - là davanti possiamo fare
male...». Di fronte si troveranno i due migliori attacchi
del campionato, difficile con queste premesse ipotizzare
che la sfida dell´Olimpico possa finire zero a zero. È
innegabile che la Lazio (21 reti segnate contro le 19 del
Genoa) sia una squadra soprattutto a trazione
anteriore. «Questo però - ha osservato Gasperini - ha
anche il suo rovescio della medaglia...», lasciando
intendere che intende sfruttare al meglio gli spazi che
una squadra sbilanciata in avanti sarà costretta a
concedergli.
È, però, ancora da decifrare, come Delio Rossi abbia
intenzione di schierare il suo tridente. Da quando anche
Rocchi è a tutti gli effetti disponibile, dopo
l´infortunio subito alle Olimpiadi, paradossalmente sono
arrivati i problemi. E, come ha dimostrato il derby di
domenica scorsa, la squadra in campo fatica a trovare un
suo equilibrio. Così contro il Genoa certamente ritornerà
titolare Foggia che ha certamente caratteristiche
offensive, ma proprio punta non è e quando rientra di
fatto diventa un centrocampista aggiunto. Nella formazione
ufficiale viene dato come sacrificato proprio Rocchi, ma
al Genoa non si fidano e credono si tratti soprattutto di
pretattica. Perché senza Rocchi, "che è il giocatore -
sottolinea Gasperini - che dà profondità alla manovra
d´attacco della Lazio", l´attaccante centrale diventerebbe
Zarate, il piccolo, funambolico argentino, micidiale
nell´uno contro uno, ma che non ha proprio le
caratteristiche da prima punta. E così nel quartier
generale genoano, ci si prepara a fronteggiare il terzetto
Foggia-Rocchi-Zarate piuttosto che quello annunciato, vale
a dire Foggia-Zarate-Pandev.
Per altro anche la composizione del tridente genoano non è
così certa: Sculli, Milito e Palladino oppure Mesto che è
pienamente recuperato e Gasperini potrebbe utilizzare nei
tre davanti, proprio come aveva fatto a San Siro con
l´Inter. Appare scontato invece che la linea difensiva sia
formata da quattro giocatori e che tocchi a
Papastathopoulos, il più reattivo vedersela con lo
spauracchio Zarate. A centrocampo la novità potrebbe
essere rappresentata da Vanden Borre (al posto di Rossi),
anche per avere per più fisicità contro una squadra molto
forte dal punto vista atletico.
Arbitrerà Mazzoleni di Bergamo, la squadra di Delio Rossi
giocherà con il lutto al braccio per ricordare Curzi, il
giornalista, tifoso biancoceleste, morto ieri. «Ciao
Sandro. Maestro di giornalismo e grande tifoso
biancoceleste» è scritto nella home page del sito Internet
della Lazio.
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LA REPUBBLICA - IL LAVORO "Il bomber di Preziosi è fortissimo noi non potremmo permettercelo" di: Del: 23-11-2008 «Se dovessi rigiocare contro la Roma, il tridente è una di
quelle cose che non cambierei», ha ripetuto Delio Rossi
per tutta la settimana. Ma, arrivata la vigilia della
partita con il Genoa, ha rimescolato le carte, provando il
trio Foggia-Zarate-Pandev. Per poi però dichiarare: «Non è
detto che non giochi Rocchi. È in base all´avversario e al
momento dei centrocampisti che sceglierò quale tridente
schierare. Anche perchè dovrò tenere conto degli
squalificati (Radu e Ledesma, ndr)». Ci sarà Cribari in
difesa per Siviglia infortunato. «Per mettere in
difficoltà il Genoa - confida Rossi - dovremo tenere ritmi
molto alti. Il Genoa rispetto allo scorso anno è la
squadra che, eccetto le prime cinque, si è rinforzata di
più. Milito? Tecnicamente è fortissimo, ma è uno di quei
giocatori che hanno ha un ingaggio fuori dalla nostra
portata».
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LA REPUBBLICA - IL LAVORO SETTE GIORNI DI CATTIVI PENSIERI di:Gianni Mura Del: 23-11-2008 Rugby: finalmente con la partita di ieri un´occasione per
vedere i fratelli Bergamasco vestiti. In genere sui
giornali sono nudi, con l´eccezione di una palla ovale in
un punto strategico. Nessun moralismo, semplice
annotazione. Tutti i nudi vengono al pettine valeva ai
tempi della censura. Che in tv interveniva
sull´abbigliamento (la calzamaglia di Alba Arnova, la
spallina di Jula De Palma a Sanremo) ma anche sulle
traduzioni. Qualcuno ricorda "Cuando calienta el sol"? A
un certo punto il testo originale diceva «siento mi cuerpo
vibrar cerca de ti», onesta tempesta ormonale da spiaggia.
La traduzione diventò «sento i miei occhi vibrar accanto a
te» che forse sarebbe piaciuta a Dalì, o forse un
voyeurismo spinto conduce a vibrazioni oculari, vai a
sapere.
Nessuna censura, anzi continuiamo a parlare di nudi. E´
stato presentato il calendario Pirelli, a Berlino.
Nell´antica stazione ferroviaria che un secolo fa
collegava Berlino a Dresda, durante una cena per pochi
fortunati (900 circa), Marco Tronchetti Provera l´ha
definito «il più bel calendario che abbia mai visto», nel
resoconto di Repubblica. E ancora: «Pensavamo di
cancellare questa serata di gala a causa della crisi, ma
il messaggio di Beard per salvare il pianeta è talmente
forte che gli va dato il massimo risalto». E si capisce,
se è un messaggio per salvare il pianeta. Ma scusate
l´ignoranza, chi è ´sto Beard? "Il leggendario Peter
Beard, furbo quanto talentuoso, uomo da jet set che ha
molto vissuto in Kenia, amico di Karen Blixen, e di Truman
Capote, di Mick Jagger e di Francis Bacon. Il suo grido di
dolore lo ha lanciato dall´angolo più incontaminato
dell´Africa australe, il Botswana, tra l´oasi acquatica
dell´Okavango e il deserto del Kalahari. Il costo?
Complessivamente, due milioni di dollari, ma lui,
assicura, l´avrebbe fatto anche gratis".
[Del nostro mondo, credo che il primo a scoprire il delta
dell´Okavango sia stato Giuseppe Farina detto Giussy, già
presidente del Milan, che voleva mettere un po´ di spazio
tra sé e il fisco italiano. Quanto a Beard, una sua frase
mi ha ricordato quella sentita in molti ristoranti, dove
l´arrivo in tavola di un piatto (ribollita, paniscia,
minestrone, trippe) è accompagnato dalla frase "domani
sarebbe ancora più buono". Frase che fa venir voglia di
replicare "allora torno domani, grazie e arrivederci".
Volevi lanciare il grido di dolore? E lancialo gratis, che
sarà mai. Non sono insensibile al grido di dolore: 7,5 a
Kathy. Non è una fotomodella, è un´elefantessa ugandese di
48 anni, pesa tre tonnellate. Lancio il mio sommesso
pigolìo: non credo che le zanne degli elefanti siano fatte
perché ci si appendano due fotomodelle (mese di maggio).]
Credo invece che venerdì sia stato un bel giorno. Grazie
alla pagina 39 di Repubblica e quindi ad Alessandra
Retico, che ha firmato il pezzo, Alexandre des Isnards,
Thomas Zuber, i due studiosi francesi che all´argomento
hanno dedicato una ricerca, a Domenico De Masi (8
individuale e collettivo) ho avuto una botta d´ottimismo
ai confini della felicità. Dunque, finalmente, e dopo
incalcolabili costi umani, qualcuno ha il coraggio di dire
che l´open space fa male. Io la penso allo stesso modo di
Fantozzi sulla Potemkin. Sono stato tra le primissime
cavie, alla nuova Mondadori disegnata da Oscar Niemeyer.
Privacy non si usava ancora, ma in una settimana ci
rendemmo conto che tutti ascoltavano tutto, senza volerlo,
e tutti controllavano tutti. Che eravamo meno liberi. Che
lo stanzone era un sistema di controllo sociale, come
dicono quelli che hanno studiato. Per il sociologo De
Masi, si tratta di «un´organizzazione del lavoro che
premia la presenza fisica anziché i risultati, una
negazione della modernità, una condanna per la
creatività». Le redazioni dei giornali sono impostate
sull´open space. Si faccia qualcosa, pensiamo alle nuove
generazioni, non creiamo altri criceti. Il mio grido di
dolore è disinteressato, in quanto godo di monolocale
acusticamente isolato.
[Isolato non è Mourinho. Il calcio italiano all´estero non
ha appeal, ha detto. Il primo a dargli ragione è stato
Arrigo Sacchi con la sua cultura della sconfitta. Chi non
è senza peccato scaglia sempre la prima pietra. Nel caso,
un fiore. Poi tutti d´accordo, da Galliani a Spalletti, da
Ancelotti a Gasperini. Che altro? Per il fisco spagnolo
Calderon, presidente del Real, risulta da 4 anni povero e
disoccupato. Non ha nemmeno compilato la dichiarazione dei
redditi. Sarà per questo che Aznar sta dando la scalata al
Real, appoggiato da Florentino Perez? Oppure Aznar crede
che avere una forte squadra di calcio renda in politica?
Chissà come gli è venuta quest´idea. ]
Al nuotatore Luca Marin ne è venuta un´altra. Dal Corsera
di mercoledì: "Fate di me un personaggio" ha chiesto a
Marco Durante, suo ex presidente e proprietario di
un´agenzia fotografica. Così «sarà il primo atleta in
Italia a essere seguito da un vero e proprio management.
Avrà al suo fianco la manager, abile a destreggiarsi
nell´alta moda, e la pr di Michelle Hunziker per
combattere con i giornalisti». Titolo: "Marin studia da
Beckham del nuoto". Mi sembra già avanti (4,5) con gli
studi. Quanto alla battaglia, io mi tiro fuori, uno in
meno. Marin ha già vinto, oltre alla battaglia non è il
caso di perdere tempo. Può sempre battagliare con gli
altri, c´è molto spazio, molto open space.
[Uno in meno, Carlo Marincovich, anche in casa nostra. Uno
della vecchia guardia. Uno che, col suo stile, obbligava a
leggere pezzi di vela e di Formula Uno anche chi ne capiva
poco o nulla. Perché era rigoroso e insieme leggero, anche
nelle critiche più dure. Perché scrivendo un pezzo non
pensava che avrebbe fatto arrabbiare Ferrari o Montezemolo
o Bertelli. E se ci pensava non gli importava. Perché
quando si ha la schiena dritta non è indispensabile
urlare. Ci mancherà, a noi e ai lettori. Gli sia il vento
buono e lieve la terra.]
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