Me l’avevano un po’ rovinata quella festa della donna 2009. Lui, il lungagnone di passaporto svedese con le sue cazzo di mosse di kung-fu, e l’arbitro Emidio Morganti da Ascoli. Già mi erano girate di non poter essere allo stadio, al presunto 2-0, pallone respinto mezzo dentro e mezzo fuori da Marchino, avevo avuto una crisi da sconforto, sprofondando sul mio divano, mezzo addormentato dentro e mezzo fuori.
Per fortuna al fischio finale c’era la notte brava e bella ad attendermi. Una telefonata inattesa.
Le ragazze mi aspettavano in un locale molto trendy ad Albaro. Avevano iniziato la festa senza noi maschietti, come si conviene quando nell’aria c’è odore di mimose e libertà convenzionale, ma ora ne volevano…eccome se ne volevano!