Tormentoni (non solo) estivi : gli stadi di proprietà

Autore: 
Degio

A fronte della questione degli stadi di proprietà dei club calcistici, ho sempre provato una grande insofferenza. Ogni argomento legato al rastrellamento di soldi per un calderone che per conto mio ne contiene già fin troppi, non fa altro che aumentare il mio fastidio.

E in più ho il vizio che quando sento ripetere ossessivamente le stesse cose mi torna in mente quel personaggio che spacciava la sua zoppìa per ferita di guerra e sosteneva che per trasformare in verità le musse più spudorate era sufficiente ricontarle ad oltranza.

Cosa ha accomunato ogni tentativo più o meno riuscito delle operazioni-stadio in Italia in questi ultimi anni? Il mantra che ha accompagnato le varie vicende è sempre stato "è il calcio moderno che lo vuole". Improvvisamente gli stadi che in Italia sono sempre stati di proprietà comunale dovrebbero passare in mano alle società (e ai loro quasi ovunque discutibili presidenti) per garantire loro denari glorie e magnifiche e progressive sorti. 

 

QUELLI DEL III PIANO

Autore: 
Nemesis

Per tutta la vita ho cercato di immaginare come poteva essere il “III Piano” rossoblu, mediando a fatica tra il nulla dell’ateismo e il tutto della Genoanità.
Ora che sono morto scopro che esiste davvero, e che è un luogo reale almeno quanto i paradisi e gli inferni che da 2000 anni ci vengono raccontati.
Non che abbia fatto volentieri questo passo, anzi trapasso, ma è capitato all’improvviso, e quando si arriva a questa frontiera è necessario esibire un adeguato curriculum, per non rischiare di trascorrere l’eternità in luoghi più eterogenei ma meno esclusivi, e inevitabilmente infestati dagli impuri.
Come prevedevo, e come speravo, sono stato ricevuto da J.R. Spensley in persona, e non perché fossi un raccomandato a mia insaputa, ma semplicemente perché così prevede il protocollo di accoglienza: il più nobile, il più amato, la matrice zero, il depositario originale di quello “spirito” che da più di un secolo si cerca di inculcare ai novizi, era lì davanti a me a garantire l’autenticità del luogo.

Alarico Fuffa racconta i genoani preziosi - 2 - IL CENTROCAMPO PIU' FORTE DEL CAMPIONATO

Autore: 
GiRRed

Esistono certezze che attingono dalla saggezza popolare, altre che appartengono a uomini emblematici e coraggiosi, altre ancora che nascono come certi funghi, dallo sterco delle vacche.
Ci sono dogmi che si posano sul ghigno ineffabile di scaltri politici, gorgogliano sulla “erre” moscia di viscidi telecronisti, s’insinuano consapevoli tra i campionari di provetti venditori.
Altre sicumere prendono forma come crisalidi dal baco da seta, dopo quattro giorni di certosina e paziente  tessitura, e sono pronte a volare come farfalle cinesi sopra a registri contabili pieni di cancellature ed escamotage.
La certezza di cui vi vogliamo parlare in questa puntata, arrivò in un baleno, come un temporale estivo, come un contratto scagliato a guisa di un aereo di carta in un box di Assago,  come un bacillo nel ghiaccio di una caipiroska servita in un bar trendy di Forte dei Marmi.
Era un luglio caldo.
Un luglio di quelli che non si dimenticano facilmente.
Un luglio che se fosse stato agosto avresti rimpianto giugno.
A luglio da almeno un paio di secoli non si fanno più rivoluzioni.
Una squadra di calcio è fatta per tre quarti, la crisalide è quasi farfalla e i farfalloni in Versilia preferiscono il lino alla seta. 

L'UOMO DEL BANCO DEI PEGNI

Autore: 
Nemesis

L’uomo del Banco dei Pegni ha un compito ingrato: deve dare un prezzo a ogni cosa, anche quando le cose non sono più cose, ma frammenti di vita.
Conosce la gente, e ha imparato a trattare con tutta la fauna del pianeta.
E’ riservato, asciutto, detesta i convenevoli e si è specializzato in sintesi.
Quando Memmo Carotenuto, nei Soliti Ignoti, decide di rapinarlo pistola in pugno, dà un saggio della sua professionalità:
“la conosci questa?”
“certo, è una Beretta calibro 22… te posso da’ 5000 lire”
… e per la frustrazione il bandito finì sotto un tram.

Lettera da Mystick, uno dei nostri "Girini" kenioti

Autore: 
GiRRed

Jambo,
ciao miei amici e sostenitori GIR e supporter del Genoa Cfc 1893.
Volevo informarvi che ieri è finito il secondo trimestre del mio secondo anno di scuola superiore qui a Malindi, nella Muyeye Secondary School.
I professori hanno detto che i miei punteggi sono nella sufficienza anche se per loro potrei fare di più.

Alarico Fuffa racconta i genoani preziosi - 1 -

Autore: 
GiRRed

Questa è la storia di due fratelli e una zebra.
Ma è anche la storia di due fratelli, un numero e una lettera dell'alfabeto.
Ma soprattutto è la storia di due fratelli.
Due fratelli speciali.
Perché è vero che si dice "fratelli coltelli", ma è un'eccezione, come dire "fratelli gemelli".
Ecco, la nostra non è la storia di un'eccezione, perché la regola dice che in una storia di fratelli c'è sempre un fratello maggiore.
Ebbene, questa è la storia di un fratello maggiore forte e famoso,
ma il protagonista è il fratellino deboluccio e pigro, e nessuno se lo caga. 
E la zebra? 
Tranquilli, ci arriveremo.
Intanto c'è Elias Moedim che gioca e scalcia nei campetti di sabbia del litorale di Sao Paulo.

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Grifoni in Rete

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GC1970

Da TMW: Genoa, Gasperini: "Siamo al completo ma se ci sarà un innesto ben venga"
Ma fino a ieri non aveva...

GENOANO PAVESE

Ho letto del possibile scambio Portanova-Terzi con i rosanero, cosa ne pensate, a me l'idea non entusiasma....

GENOANO PAVESE

Oggi 9-0 alla primavera, i ns hanno mostrato i muscoli. Dopo la bellissima prova di forza il ns illustre...

RedBlueOysterCult

Due stelle, non dimenticare gli scudetti del mercato di Gennaio.

Enzo65

Enzino come ormai saprai io il calcio di Ferragosto non lo considero...
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